giovedì 28 settembre 2017

L'opera Celestina del periodo Blu di Pablo Picasso



Celestina è il titolo dato ad una celebre opera realizzata nell'anno 1904 dal grande artista spagnolo Pablo Picasso. Vediamo qui sotto una immagine del dipinto conosciuto come Celestina.


Celestina opera di Picasso



Questa bellissima opera di Picasso la possiamo andare ad ammirare nel Museo Nazionale di Parigi che è stato intitolato proprio al celebre artista spagnolo dopo che lo stesso ha dedicato una intera vita alla ricerca di ispirazioni e dell'essenza dell'arte. Valori importanti che sembra alla fine Picasso abbia trovato grazie al proprio genio e ad un grande talento artistico. Il quadro di Celestina è stato realizzato da Picasso con la tecnica dei colori ad olio su di una tela avente come dimensioni circa 81 per 60 centimetri.

Ma chi era la Celestina del ritratto di Picasso? A sentire alcuni esperti dell'arte potrebbe trattarsi del ritratto di un tal donna di nome Carlotta Valdivia, che era una sorta di mezzana ovvero una “ruffiana” del tempo che veniva soprannominata appunto Celestina. La stessa donna sembra anche che era cieca di un occhio come si può notare anche nel particolare del quadro di Picasso.


Part di Celestina opera di Picasso



Il nomignolo di “Celestina” ha anche un significato particolare in lingua spagnola, questo è quello di protettrice. Altro significato può essere che in molti paesi della Spagna le donne vecchie e anziane venivano associate alla morte, visto che toccava proprio a loro annunciare chi era morto nei giorni recenti nelle proprie zone e dintorni.

Possiamo anche aggiungere che Picasso realizzò l'opera Celestina mentre si trovava nella città di Barcellona in un preciso periodo che precede la partenza dell'artista verso la stupenda città degli artisti, la più amata da tutti coloro che desideravano conoscere e vivere di arte ovvero la città di Parigi. In questo breve ma intenso periodo per Picasso che va all'incirca dall'inverno del 1903 sino alla Primavera del 1904 e che gli esperti di arte definiscono come il momento migliore del Periodo blu, in cui l'artista realizza le sue migliori opere di questo importante periodo artistico. Sono infatti di questo periodo le opere come per fare qualche nome Il pasto del cieco, La vita, Vecchio cieco e ragazzo che oggi vengono considerate dei veri e propri capolavori.

Osservando il quadro di Celestina possiamo notare subito che la protagonista è una donna molto anziana che ha un occhio sinistro malato, forse è proprio cieca da questo. Si pensa anche che possa essere una traccia di un velo di cataratta. Il corpo della donna raffigurata da Picasso non si intravede bene nelle sue forme anche se si può intuire che la donna sia molto esile, fragile e porta una mantellina scura che la avvolge. Il volto che è coperto da un velo scuro riesce a mettere in grande risalto il suo viso che è quello di una donna avanti con l'età, chiaro e illuminato. Picasso riesce attraverso la sua abilità artistica e alcuni particolari importanti a rendere questo viso di donna molto reale e vero. Se guardiamo per esempio la precisione dell’attaccatura e il colore così naturale dei capelli della donna anziana o magari le gote scavate dagli anni e quindi dal cedimento naturale della pelle. Un altra meraviglia della pittura di Picasso è il particolare del mento dove notiamo l’ombra che viene portata dalla peluria e le rughe che ci descrivono questo bellissimo viso molto vissuto. Tutto questo riesce a colpire ogni osservatore per il suo grande verismo.


Il colore del personaggio del quadro come quello dello sfondo è quasi monocromatico. Questi sono i vari toni del colore principale che è il blu. Si intravede poi anche del colore rosa che rischiara e colora le guance dell'anziana donna. Lo sfondo no ci fa capire bene dove la donna si trovi. Non abbiamo molte informazioni per capire il contesto che la circonda. Cosa Picasso vuole trasmetterci attraverso il viso di questa donna anziana? In questo modo la donna che sembra molto malinconica diventa anche enigmatica e attraverso l’uso predominante del colore blu si tinge di inquietudine rafforzata anche da quella malformazione all’occhio molto evidente e dallo sguardo penetrante e obliquo della donna.

Davvero molto bella e intensa la Celestina di Pablo Picasso, voi cosa ne pensate?


mercoledì 27 settembre 2017

L'opera Guernica di Pablo Picasso

Una delle più importanti opere che l'artista spagnolo Pablo Picasso realizzò è sicuramente quella conosciuta col nome di Guernica, diventata oggi il simbolo e la testimonianza di eventi molto drammatici per tutta l’umanità. Qui sotto vediamo una semplice immagine che purtroppo non rende molto merito al capolavoro originale del maestro spagnolo (con un clic la potete ingrandire un poco).

Guernica opera di Pablo Picasso


Questo famoso e drammatico, per lo scottante tema trattato dipinto fu realizzato da Picasso nell’anno 1937 su una grande tela che misurava 349 per 776 centimetri circa, con la tecnica dei colori ad olio. Oggi dopo molte vicissitudini e vari spostamenti l'opera Guernica può essere ammirata presso il Centro de Arte Reina Sofia nella città spagnola di Madrid. Pablo Picasso realizzò quest’opera come una sorta di protesta verso la guerra. Voleva dare voce alle drammatiche testimonianze della gente spagnola subito dopo il terribile bombardamento aereo avvenuto su Guernica, una piccola cittadina dei paesi baschi che si trova nel Nord-Est della Spagna e da cui l’opera prende appunto il nome. Questo cruento bombardamento che rase al suolo in poche ore l’intera cittadina e con migliaia di persone uccise avvenne il 26 di Aprile del 1937 durante la sanguinosa guerra civile spagnola voluta dal dittatore Francisco Franco. Avvenne il tutto ad opera della Legion Condor, un corpo volontario composto da soldati e piloti tedeschi che provenivano dalla famosa Luftwaffe, l’aviazione tedesca che diventerà tristemente famosa soprattutto nella Seconda Guerra mondiale insieme ad Hitler.
In quest’opera Picasso dipinge immagini forti e stravolte anche se non del tutto irriconoscibili che simboleggiano quel preciso momento del bombardamento sulla città di Guernica ma anche tanto altro. Infatti l’opera di Guernica è entrata nella storia dell’arte perché è per Picasso e per tutti noi il simbolo universale di tutte le barbarie, le morti e gli orrori che tutte le guerre riescono purtroppo a causare. Nel dipinto possiamo riconoscere a destra una donna che scappa impazzita dal dolore da una casa in fiamme dopo che questa è stata colpita da una bomba aerea. Questo quindi può essere considerato l’elemento che testimonia l’evento specifico del bombardamento della città spagnola. Poi vi sono altri elementi importanti di cui gli esperti hanno dato varie interpretazioni.

Guernica part di Picasso


Il toro ad esempio per alcuni, raffigurato bifronte rappresenta per Picasso la brutalità e la rapidità della morte che giunge con un grande furore e spesso in modo inaspettato per le povere vittime dei bombardamenti e delle guerre. Mentre il cavallo raffigurato con dei lineamenti sconvolti rappresenta il povero popolo spagnolo che subisce i soprusi ad opera del dittatore Franco. Per altri invece il toro rappresenta una sorta di Minotauro, ossia una figura mitologica metà uomo e meta toro che sta a indicare la trasformazione degli animi umani con le guerre, diventando vere e proprie bestie che si accaniscono contro i loro simili con orrore e torture. Vediamo anche una lampada in mano ad una donna al centro del dipinto che potrebbe indicare la ragione di tutti gli uomini onesti e di buonsenso che non comprendono il bombardamento e la violenza in generale mentre una colomba, che è il simbolo della pace cade a terra dopo uno straziante movimento. Altre figure importanti e significative nell’opera sono una madre straziata dal dolore per la morte del figlio che tiene sul grembo mentre alza gli occhi al cielo inascoltata e cadaveri che giacciono a terra senza vita segnati negli arti a simboleggiare i pregiudizi e le differenze sociali e politiche.
Insomma Picasso con il suo grande talento artistico insieme al suo linguaggio cubista inventato circa tre decenni prima cerca con questo suo bellissimo capolavoro che è l'opera Guernica di smuovere le coscienze di tutto il mondo affinché si rifletta seriamente e si metta un freno agli orrori e ai drammi che portano tutte le guerre.
Una piccola curiosità su Pablo Picasso e sulla sua opera Guernica.
Ha fatto lei questo orrore? No, veramente è stata opera vostra.
Questa sembra sia stata la risposta di Picasso alla domanda fatta da un ufficiale tedesco che era andato a visitare il suo studio artistico e aveva visto il dipinto del Guernica.

martedì 4 aprile 2017

Architettura e artisti italiani nel Cinquecento

L'architettura nel secolo Cinquecento e alcuni dei principali architetti italiani.
Tutti noi appassionati dell'arte sappiamo bene che per quanto riguarda la storia dell'arte in generale durante gli anni del Cinquecento sono accaduti degli eventi molto importanti capaci di portare grandi novità e grandi idee in tutto il mondo culturale ma soprattutto è in questo secolo che nasceranno alcuni dei lavori artistici più belli della storia che oggi possiamo ammirare in importanti Musei. Parliamo di capolavori assoluti dell'arte che sono stati realizzati attraverso studi approfonditi e il grande genio di alcuni maestri italiani come per esempio Leonardo Da Vinci o Michelangelo Buonarroti tanto per citarne due.

Donato Bramante part Tribuna Chiesa S.Maria delle Grazie


Anche nel campo dell'architettura italiana durante gli anni del Cinquecento vediamo nascere delle nuove idee spesso rivoluzionarie portate da alcuni artisti che daranno un forte impulso all'architettura del futuro.
Durante i primi anni del Cinquecento alcuni architetti pensano al passato andando alla ricerca di alcuni temi che erano stati già trattati nel secolo precedente. Questi temi saranno poi elaborati e sviluppati in modo diverso dagli architetti inserendo magari dei nuovi materiali e qualche idea ma rivelando sempre un interesse particolare soprattutto per tutto quello che riguardava gli edifici che avevano per tema il Sacro. Infatti si studiò e si mise a frutto la pianta centrale che oltre a riflettere la grandezza di Dio veniva vista dagli architetti come il simbolo della perfezione assoluta dell'Universo. L'utilizzo di questo tipo di pianta consentiva agli architetti del Cinquecento di raggiungere un rapporto armonico e proporzionale tra le varie parti dell'Edificio architettonico. Molta importanza poi veniva data anche allo spazio circostante in cui questo Edificio doveva sorgere che doveva alla fine essere il più armonico e perfetto possibile. Nella pagina Tecniche linguaggi e opere trovate un breve articolo che parla del tipo di piante in architettura.
Tra i più grandi architetti dei primi anni del Cinquecento troviamo sicuramente l'italiano Donato Bramante nato nell'anno 1444 e morto nell'anno 1514. Uno dei primi lavori importanti del Bramante fu la realizzazione di una sorta di Tribuna che viene inserita nella già esistente Chiesa di Santa Maria delle Grazie nella città di Milano. Guardando il particolare nell'immagine sopra (clic per ingrandire) di questa Tribuna possiamo intuire proprio cosa volevamo dire prima a proposito dello studio, della perfezione e dell'armonia delle parti architettoniche di un Edificio. La costruzione di questo edificio è un ampio vano cubico sormontato da una cupola con due absidi laterali e sul fondo un piccolo ambiente che si conclude con una terza abside. Possiamo notare anche che i volumi risultano molto dilatati dalle linee curve delle absidi e della cupola.
Queste nuove soluzioni del Bramante li ritroviamo poi anche in un progetto che non fu mai realizzato fatto per la ricostruzione della Basilica di San Pietro nella città di Roma. Questo progetto prevedeva una pianta centrale a croce greca con una grande cupola all’incrocio dei quattro bracci che doveva indicare tutta la grandiosità della Chiesa Cattolica e di Dio in quel preciso periodo.
Dopo la morte dell'architetto Donato Bramante la ricostruzione della Basilica di San Pietro fu data al giovane Artista Raffaello (1483-1520) che però voleva realizzare un progetto del tutto diverso avente una pianta non centrale a croce greca ma una pianta longitudinale. Ma come sappiamo purtroppo il grande artista Raffaello morì molto giovane quando aveva poco più di trent'anni e quindi non ebbe il tempo materiale di realizzare questo importante lavoro. E allora dopo vari passaggi di mano attraverso altri architetti che avevano raggiunto una specie di compromesso con una via di mezzo tra i due progetti, ossia quello del Bramante e quello di Raffaello si arrivò nel 1546 alla commissione del lavoro direttamente dal Papa Paolo III al grande Maestro Michelangelo Buonarroti. Questo artista recupera il vecchio progetto del Bramante e ripropone la pianta centrale a croce greca sormontata da una grandiosa Cupola centrale che tutti noi oggi conosciamo e ammiriamo. All’interno notiamo gli ampi e maestosi spazi mentre all’esterno il movimento delle superfici è dato dal prevalere della linea curva su quella retta e l’edificio si inserisce armoniosamente nello spazio circostante. In poche parole questa cupola è un meraviglioso capolavoro della nostra architettura italiana. Qui sotto vediamo un particolare dell'opera.

Buonarroti Cupola di San Pietro Roma


Un altro architetto italiano che durante il Cinquecento grazie al suo stile e ai suoi progetti architettonici divenne molto celebre è Andrea Palladio (1508-1580). le bellissime opere architettoniche del Palladio sono famose anche perché riuscì a trovare il giusto rapporto continuo tra il paesaggio vero e proprio e le parti e le architetture dei suoi Edifici. La bravura del Palladio si può vedere soprattutto ammirando le meravigliose ville che progettò e costruì per alcuni ricchi esponenti del patriziato del Veneto. Le caratteristiche tipiche di queste ville sono riconducibili a due distinte categorie:
una è la pianta centrale su due piani coperta poi da una cupola e con le facciate che ricordano i meravigliosi Templi antichi classici.
L'altra categoria è quella che si sviluppa in orizzontale. Si costruisce un solo piano con un corpo centrale in cui risiedono i proprietari e due ali porticate che vengono destinate ad un uso agricolo.

Andrea Palladio Villa Barbaro


Un esempio di questo ultimo tipo di villa Palladiana lo possiamo vedere andando ad ammirare la Villa Barbaro a Maser vicino alla città di Treviso. Il Palladio utilizzerà spesso nei suoi progetti un linguaggio antico, classicheggiante. Infatti troviamo delle ville che hanno delle colonne, dei frontoni, dei timpani e altre parti architettoniche che gli antichi architetti greci amavano e inserivano nella costruzione dei Templi.