venerdì 13 dicembre 2013

Vasilij Kandinskij il Primo acquerello astratto un opera dei primi del Novecento

Primo acquerello astratto una delle opere dell'artista Vasilij Kandinskij.
Questa celebre opera d'arte che conosciamo con il titolo di Primo acquerello astratto è per il maestro nato a Mosca Vasilij Kandinskij (1866-1944) una dei suoi primi lavori che realizzò nel campo della pittura e che fa parte della cosiddetta Arte Astratta. Sotto vediamo una immagine di quest'opera.



L'artista Vasilij Kandinskij realizza la sua opera Primo acquerello astratto intorno ai primi anni del Novecento. Più esattamente nel 1910, anno in cui l'artista dopo aver fatto delle precise ricerche sull'arte ed aver studiato in modo specifico la materia arriva alla fine a concepire di abolire nei suoi prossimi lavori artistici ogni possibile riferimento concreto alla realtà. La tecnica usata dal Kandinskij come si può capire anche dal titolo è quella dell'acquerello insieme a quella dell'inchiostro su di un supporto che è un tipo di carta. Le dimensioni di quest'opera sono di circa 49,6 per 61,8 centimetri e la possiamo trovare collocata presso il Museo Nazionale di Arte Moderna che si trova nella città di Parigi.
Per Kandinskij le sue opere e la sua pittura astratta dovevano essere viste e paragonate a un altra bellissima forma di arte, quella della musica che ha bisogno soltanto di semplici note e di suoni invisibili per poter evocare delle forti emozioni e dei sentimenti molto belli, puri e veri. Quindi per questo artista anche la pittura astratta deve poter evocare queste particolari emozioni in ognuno di noi che la osserva senza dover per forza di cose raffigurare dei temi, dei soggetti o degli oggetti che esistono nella vita reale e che vedono i nostri occhi.
Kandinskij in questo suo dipinto dispone alcuni segni e macchie colorate con assoluta libertà. Usando dei mezzi soliti e tradizionali si scopre un nuovo linguaggio. Infatti gli elementi come le linee o le macchie di colore trovano una libera disposizione nello spazio. Iniziano a convivere tra di loro linee curve con quelle rette o quelle spigolose. I toni luminosi trovano il posto insieme ai toni delicati vicino a delle masse molto plastiche che hanno un peso piuttosto pesante nell'opera. Tutti gli elementi sono in sospensione e sembrano volare in uno spazio indefinito. Nella mente dell'artista nasce un senso di armonia che sfocia in un ordine assoluto degli elementi. Il loro inserimento nel dipinto non risponde più a quelle regole, a quelle tradizioni che erano abituati a vedere gli esperti di Arte, di prospettiva e di spazialità.
I valori espressivi dell'opera.
Ormai più che quarantenne, Vasilij Kandinskij grazie a una lunga esperienza come pittore figurativo è un artista affermato. Proprio in questo periodo però l'artista sente di dover cercare e trovare una sua nuova strada artistica, un suo nuovo modo di fare arte magari con un nuovo linguaggio che sia davvero capace di esprimere, di comunicare ciò che sente interiormente. L'artista però cerca qualcosa di personale, di originale e non vuole ripetere o seguire ciò che hanno fatto alcuni degli artisti di quell'epoca divenuti poi celebri attraverso le opere dell'arte Cubista, o di quelle dell'arte Espressionista. Kandinskij vuole partire da zero, da un segno libero ed elementare come se fosse la mano di un bambino che traccia i suoi primi disegni molto stilizzati ed elementari. Kandinskij intuisce che ogni bambino molto piccolo prova un grande piacere e una immensa felicità quando traccia un semplice segno astratto su un foglio di carta. Tutti i bambini riescono a sentire la bellezza portata da un colore rosso che viene steso sul foglio bianco accanto magari a un bellissimo blu o a un giallo. L'artista capisce che ogni segno ottenuto ha un proprio valore per il semplice fatto che ha un rapporto con lo spazio. Inoltre più segni riescono a fare un ritmo quasi fossero degli elementi di una musica. Kandinskij infatti nutriva un grande amore anche per la musica e ne era un ottimo conoscitore di essa al punto tale che un giorno attraverso i suoi studi artistici teorizzò che il colore poteva essere visto come il tasto, l'occhio rappresentava il martelletto mentre l'anima era il pianoforte, uno strumento che ha molte corde quindi molte sfumature. Infine l'artista è rappresentato dalla mano che toccando questo o quel tasto riesce a mettere l'anima umana in vibrazione.

Nessun commento: