sabato 1 aprile 2017

L'Arte Informale e gli artisti tra cenni e opere

L’Arte Informale.
La fine della seconda guerra mondiale come è facilmente intuibile porterà un periodo di grandi cambiamenti per l'umanità. Insieme alla pace arriveranno anche le grandi ricostruzioni di intere città bombardate e ovunque in Europa e negli Stati Uniti si assisterà ad un grande fermento culturale capace di sviluppare nuove idee e nuovi talenti come si vedrà in architettura e in ingegneria. Ed è in questo contesto che in Europa e negli Stati Uniti d'America nasce e si sviluppa in campo culturale l’Arte Informale. Sotto possiamo vedere un immagine di una celebre opera dell'artista americano Jackson Pollock (cliccate sulle immagini per ingrandire un poco).

Jackson Pollock opera Arte informale


L'Arte Informale è una corrente artistica particolare attraverso la quale i propri artisti tendono a svalutare o a non considerare del tutto i vari strumenti espressivi della tradizione che erano stati usati sino ad allora, esaltando soprattutto l’improvvisazione e la rapidità esecutiva dell'artista. Infatti gli artisti cosiddetti informali realizzano le loro opere in modo spontaneo e istintivo. Vogliono essere liberi da qualsiasi condizionamento e in questo modo le linee e i colori vengono accostati da ognuno di Loro riflettendo i propri stati d’animo. Per questi motivi il segno, la materia e il gesto diventano dei protagonisti assoluti dell’esperienza artistica informale e proprio per l’uso di uno di questi metodi nel realizzare una singola opera d’arte che gli esperti dell'arte iniziano a parlare di arti diverse. Si inizia a parlare di una pittura segnica, di una pittura gestuale o di una pittura materica.
La pittura segnica nell'arte.

Giuseppe Capogrossi opera Superficie


L'arte realizzata attraverso la pittura segnica come si può facilmente intuire dal nome è quella in cui gli artisti per eseguire una loro opera si basano principalmente sull’uso dei segni. Gli artisti però non usano questi segni per rappresentare delle forme e delle immagini della realtà nel senso tradizionale ma si servono dei segni al solo scopo di rappresentare loro stessi. Il segno può essere disposto in modo ragionato su una superficie come una tela come avviene per esempio nelle opere del pittore italiano Giuseppe Capogrossi (1900-1972). Qui sopra possiamo vedere un opera di Giuseppe Capogrossi intitolata Superficie 195 del 1957.

Hans Hartung opera Composizione


Il segno può anche essere disposto in maniera spontanea e istintiva come possiamo vedere in alcune opere di Hans Hartung (1904-1989). Sopra vediamo l'immagine di un opera di Hans Hartung intitolata Composizione.
La pittura gestuale nell'arte.

Jackson Pollock opera Occhi nel caldo


Nella pittura gestuale l’artista interviene sulla tela trasmettendo il proprio stato d'animo attraverso l'uso di gesti impulsivi, di gesti impetuosi che serviranno a stendere il colore e i suoi toni sui vari supporti. Questo tipo di arte viene chiamato anche Espressionismo astratto o Action Painting cioè pittura d’azione in cui la cosa più importante e fondamentale non è più l'opera finale stessa ma è il come essa sia stata realizzata. Spesso alcuni artisti che fanno parte della pittura gestuale ammettono che alla fine della loro opera si sentono talmente svuotati con quei particolari gesti violenti e particolari che fanno che si sentono letteralmente svuotati e senza energia artistica, insomma sono riusciti a darci la loro anima.

L'artista americano Jackson Pollock (1912-1956) è sicuramente uno dei più celebri esponenti dell’Action Painting ed è riconosciuto in tutto il mondo come uno dei maggiori maestri in questo tipo di pittura. Pollock è il primo artista ad utilizzare la tecnica del “dripping” che consiste nel far sgocciolare il colore direttamente sulla tela o su un altra superficie che sono stese a terra. Alcune volte l’artista cammina anche sopra la tela immerso in mezzo ai colori lasciando segni e impronte. In questo modo come afferma lo stesso Pollock ci si sente assolutamente dentro l’opera perché per Lui dipingere è un modo per entrare in contatto con la realtà individuale e universale. In questo modo vengono aboliti tutti gli strumenti tradizionali come per esempio la tavolozza, i pennelli o il cavalletto, visto che per Pollock questi strumenti limitano la spontaneità creativa di un artista. Sopra possiamo vedere l'immagine di un opera di Jackson Pollock intitolata Occhi nel caldo del 1946.

Willem De Kooning opera Arte informale


Anche l'arte di un altro grande artista l'americano Willem De Kooning (1904-1997) può essere definita come pittura gestuale. L’artista De Kooning infatti attribuisce il compito di creare l’opera al gesto impulsivo pur non rinunciando alla presenza di elementi figurativi come possiamo vedere per esempio qui sopra nel particolare dell’opera intitolata Astrazione del 1949, un olio su tela.

Emilio Vedova opera Viaggio in Italia Sicilia


Per quanto riguarda l’Arte gestuale in Italia uno degli esponenti maggiori è l'artista Emilio Vedova. L’artista infatti interviene sulle sue tele con gesti violenti e immediati. Egli crea dei grovigli di colore che riflettono un modo emotivo di considerare la realtà. Sopra possiamo vedere un opera di Vedova intitolata Viaggio in Italia: Sicilia del 1950 circa.
Arte con la pittura materica.
La pittura materica è quella in cui i materiali utilizzati rivestono un ruolo di primaria importanza.
Il valore attribuito alla materia risulta evidente nelle opere del maestro italiano Alberto Burri (1915-1995) e in quelle dello spagnolo Antoni Tapies.

Alberto Burri opera Sacco


Nelle particolari opere dell'artista Alberto Burri i protagonisti assoluti sono i materiali cosiddetti poveri, materiali rozzi e grossolani come per esempio delle vecchie tele di sacco bucate o rammendate, dei legni bruciacchiati, delle lamiere rozzamente saldate e altro materiale vario. Il tutto poi viene composto dall’artista in modo molto creativo e personale fino a renderci a noi appassionati cultori dell'arte delle stupende opere che ormai con merito sono entrate nella storia dell’arte. Un famoso esempio è l’opera di Burri intitolata Sacco del 1953 che vediamo qui sopra.
Le opere di Antoni Tapies invece sono più astratte. Spesso sono dei lavori monocromi ovvero realizzate con l'uso di un solo colore, realizzate su superfici rese scabre, grumose e porose dall’impiego di materiali che si trovano in natura.

Antoni Tapies opera Marro i ocre


Vediamo qui sopra l’opera intitolata Marro i ocre del 1959.
Un altro Artista che ha esplorato le molteplici possibilità offerte dai materiali è Jean Dubuffet (1901-1985) che mescola nelle sue opere i colori alla sabbia, alla terra, al fango e al catrame per ottenere una superficie pittorica spessa sulla quale poi intervenire con vari strumenti per trasmettere delle particolari sensazioni.

Jean Dubuffet opera


Dubuffet a differenza di Burri e Tapies non ci propone un arte astratta. Le sue immagini si rifanno alla realtà che viene interpretata in modo ingenuo e istintivo con la spontaneità che possiamo ritrovare quando guardiamo un disegno di un bambino. Sopra possiamo vedere un opera di Jean Dubuffet intitolata Hotel du Cantal realizzata nel 1961.
L’opera di Dubuffet ci chiarisce il vero fine dell’Arte Informale e cioè indipendentemente dai risultati raggiunti, siano essi astratti o figurativi quello che conta è il procedimento impiegato, il valore che l’artista attribuisce al gesto, al segno o alla materia.

Lucio Fontana opera con tagli


Anche la produzione artistica del celebre artista italiano Lucio Fontana (1899-1968) può rientrare nelle esperienze dell’Arte Informale, in particolare nell’indirizzo gestuale e materico. È con il gesto che il Fontana interviene sulla sua tela, in genere monocroma che viene bucata, tagliata o squarciata mediante l’uso di punteruoli o taglierini. Il tal modo lo spazio esterno attraversa la tela e diventa parte dell’opera stessa. Queste ricerche spaziali di Fontana hanno dato origine poi al movimento noto come Spazialismo. Vediamo sopra l'immagine dell'opera Concetto spaziale del 1959 realizzata da Lucio Fontana.

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